Inter, gli occhi di Guardiola su Skriniar: pronta una super offerta, i dettagli

Inter, gli occhi di Guardiola su Skriniar: pronta una super offerta, i dettagli

Un difensore centrale forte, di questi tempi, è merce rata. Lo sa bene l’Inter che la scorsa estate ci ha visto giusto investendo 25 milioni di euro per strappare Milan Skriniar alla Sampdoria e ora si frega le mani. Lo slovacco, in questo inizio di stagione, è stato uno dei valori aggiunti di Spalletti, quantità e qualità al servizio di una squadra che dopo sedici giornate guida il campionato con un punto di vantaggio sul Napoli. Le sue prestazioni hanno convinto tutti, il suo nome è finito sulla lista dei desideri delle big d’Europa, non solo del Barcellona. L’ultimo club che ha messo gli occhi sul difensore in grado di giocare anche da centrocampista centrale (recentemente l’ha fatto con la maglia della Slovacchia) è il Manchester City, che cerca un rinforzo nel reparto difensivo. Guardiola ha mandato i suoi scout in Italia per seguirlo da vicino, i resoconti sono stati positivi, Skriniar è diventato un obiettivo concreto per il 2018.

PRIMO NOME – La situazione difensiva del City è chiara, alle spalle della coppia Otamendi-Stones non ci sono alternative realmente credibili, per questo motivo il club di proprietà dello sceicco Mansour tornerà sul mercato. Mangala non rientra nei piani di Guardiola ed è destinato a partire tra gennaio e giugno, Kompany, anche ieri uscito nell’intervallo del derby contro il Manchester United per un problema muscolare, non dà le giuste garanzie fisiche, il solo Fernandinho, che nasce come centrocampista difensivo, non può essere una soluzione continuativa. Skriniar insomma è considerato il profilo giusto, per l’Inter è pronta un’offerta superiore ai 50 milioni di euro.

SCELTA FATTA – Dalle parti di Corso Vittorio Emanuele al momento non sono però interessati a cedere Skriniar. Hanno fatto un investimento solo qualche mese fa, e considerano l’ex Zilina, che ha festeggiato 22 anni lo scorso febbraio, fondamentale per le ambizioni in Italia e in Europa. Sabatini e Ausilio non vogliono fare nemmeno un torto a Spalletti, che ha chiesto di non cedere i suoi big. Insomma, non è in vendita, non è una questione di soldi.

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Quindi, diamo uno sguardo ai dettagli.

Inter, con Spalletti sei da urlo. Difesa da grande e Icardi punta di diamante

Un’identità smarrita ritrovata, sia in termini di gioco che di personalità, per ricominciare a credere nei propri mezzi. In sostanza, consapevolezza e fiducia: l’Inter di questo avvio di stagione può essere riassunta così. Una formazione di carattere capace di portare a casa punti preziosi anche nei momenti più difficili. I nerazzurri sono gli unici insieme al Napoli a non aver ancora dovuto mandar giù l’amaro boccone della sconfitta. Con nove vittorie e tre pareggi, il terzo posto in classifica è meritato e in linea con l’obiettivo dichiarato di inizio stagione: tornare in Champions League.
LA PANCHINA — Il miglior acquisto della campagna estiva si chiama Luciano Spalletti. Il tecnico, che tiene sempre a precisare come il merito di quanto realizzato sinora sia in primis dei giocatori e, con molta signorilità, quanto sia rimasto impresso il lavoro di Pioli nella mente dei suoi, è l’artefice principale di questa sterzata. L’Inter di quest’anno sembra una ragazza finalmente sbocciata, bella ed efficace, conscia di dover ancora completare il percorso di crescita. Ciò che più colpisce è l’idea di calcio che si intravede nelle trame dei nerazzurri: voglia di controllare il pallone, ricerca spasmodica della superiorità sfruttando le fasce e un undici che si fa fatica a sostituire sia per rendimento che per pochezza di alternative: ma in fondo, squadra che vince non si cambia…
Mauro Icardi mostra la maglia numero 9 dopo la tripletta nel derby. Lapresse
Mauro Icardi mostra la maglia numero 9 dopo la tripletta nel derby. Lapresse
Mauro Icardi mostra la maglia numero 9 dopo la tripletta nel derby. Lapresse
IL MIGLIORE — Il migliore della rosa è, ovviamente, Mauro Icardi. Una media voto di 6,62 e 11 gol fatti, gli stessi di Dybala e tre dietro il capocannoniere Immobile. Il capitano è elemento imprescindibile nello scacchiere spallettiano (“È difficile privarsi di lui – ha evidenziato il tecnico dopo la sfida contro il Torino -: in qualsiasi momento è in grado con una delle sue giocate di cambiare il volto alla partita”) e sta continuando il percorso di maturazione che, a 24 anni, l’ha portato a pochi passi da un traguardo storico: sfondare il muro delle 100 reti in Serie A. Icardi però non è solo gol, dove potrebbe già essere titolare di cattedra. Un esempio? La seconda rete realizzato nel derby vinto contro il Milan: una palla recuperata con determinazione nella propria metà campo, il via al contropiede e quel tocco da puro predatore d’area. Si tende a definire tuttocampisti quegli uomini di mediana onnipresenti, ma la prima punta di Spalletti non è da meno. E questo spirito di sacrificio incarna alla perfezione l’atteggiamento dell’Inter 2017/18.
IL PEGGIORE — Con l’aiuto della media voto, a 5,6 troviamo Yuto Nagatomo, il peggiore in termini di voto della rosa nerazzurra. Nulla di drastico, diciamolo: il giapponese che punta il suo terzo Mondiale è una presenza fissa nella difesa di Spalletti, sulla sinistra, nel reparto diventato uno dei punti di forza della squadra. Con 9 gol al passivo, la retroguardia dell’Inter è peggiore solo di quella della capolista Napoli e della Roma e ha una solidità che non si vedeva da tempo (e tanto ha fatto l’acquisto di Milan Skriniar).
Nagatomo cerca di contrastare Iago Falque: la sfida contro il Torino è terminata 1-1., Lapresse

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PROSPETTIVE — È presto e la concorrenza è forte, ma ai tifosi è concesso sognare (avete presente i 72.000 presenti a San Siro domenica 3 alle 12:30 con il Torino?). È giusto però pensare a questa squadra come a un progetto in linea con la propria programmazione stagionale: il ritorno in Champions League, l’obiettivo realistico di una rosa di valore elevato ma che pecca in termini di ricambi. I titolari di Spalletti possono giocarsela con chiunque, ma i nerazzurri devono sperare che l’infermeria rimanga il più vuota possibile: la coperta è corta ma, in una stagione dove l’unico pensiero ulteriore rispetto al campionato è la Coppa Italia, è un deficit sopportabile. Al rientro dalla sosta Inter-Atalanta: ottimo banco di prova contro una delle più belle realtà nazionali.
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